Guardo una mia foto ero felice, avrò avuto tre anni stringevevo al petto una bambola il regalo più ambito. Era la festa del mio compleanno un bianco e nero sbiadito. Guardo mia madre a quei tempi e rivedo il mio stesso sorriso. E pensare a quante volte l'ho sentita lontana. E pensare a quante volte… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché dei lunghi ed ostili silenzi e momenti di non curanza puntualmente mi dimostravo inflessibile inaccessibile e fiera intimamente agguerrita temendo una sciocca rivalità. Guardo una foto di mia madre era felice avrà avuto vent'anni, capelli raccolti in un foulard di seta ed una espressione svanita. Nitido scorcio degli anni settanta di una raggiante Calabria, scruto per filo e per segno e ritrovo il mio stesso sguardo. E pensare a quante volte l'ho sentita lontana. E pensare a quante volte… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché dei lunghi ed ostili silenzi e di quella arbitraria indolenza puntualmentemi dimostravo inflessibile inaccessibile e fiera intimamente agguerrita temendo l'innata rivalità. Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché… chiederle almeno il perché… chiederle almeno il perché…martedì 13 novembre 2007
» In bianco e nero «
Guardo una mia foto ero felice, avrò avuto tre anni stringevevo al petto una bambola il regalo più ambito. Era la festa del mio compleanno un bianco e nero sbiadito. Guardo mia madre a quei tempi e rivedo il mio stesso sorriso. E pensare a quante volte l'ho sentita lontana. E pensare a quante volte… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché dei lunghi ed ostili silenzi e momenti di non curanza puntualmente mi dimostravo inflessibile inaccessibile e fiera intimamente agguerrita temendo una sciocca rivalità. Guardo una foto di mia madre era felice avrà avuto vent'anni, capelli raccolti in un foulard di seta ed una espressione svanita. Nitido scorcio degli anni settanta di una raggiante Calabria, scruto per filo e per segno e ritrovo il mio stesso sguardo. E pensare a quante volte l'ho sentita lontana. E pensare a quante volte… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché dei lunghi ed ostili silenzi e di quella arbitraria indolenza puntualmentemi dimostravo inflessibile inaccessibile e fiera intimamente agguerrita temendo l'innata rivalità. Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché… Le avrei voluto parlare di me chiederle almeno il perché… chiederle almeno il perché… chiederle almeno il perché…
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1 commento:
“Blog interessante...sicuramente con ampi spazi di crescita.
L'idea di inserire dei testi di canzoni ( Carmen Consoli ) per descrivere degli stati d'animo potrebbe sembrare semplicistico ma a mio avviso così non è...trovare la canzone giusta per il momento che si vive non è facile!
Faccio i miei complimenti a Katia per l'ingresso tra i loggers...una voce nuova che esprima un punto di vista diverso dagli altri è sempre ben accetto!
Un bacio
kouros73”
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